Cybersecurity nel turismo: perché non è più un tema “tecnico”

La digitalizzazione è ormai parte integrante di ogni impresa turistica: prenotazioni online, pagamenti digitali, gestione dei dati degli ospiti, strumenti di marketing, sistemi di revenue e channel manager. Tutto questo crea opportunità, ma anche nuove responsabilità.

È proprio da questa consapevolezza che nascono i due incontri online sulla cybersecurity, organizzati da Smartland riservati agli aderenti alla RIR, che si sono svolti lo scorso gennaio. Due appuntamenti molto partecipati, pensati non per “spaventare”, ma per aiutare le imprese del turismo a capire da dove partire e come affrontare il tema in modo concreto e progressivo.

Perché la cybersecurity riguarda (anche) il turismo

Durante gli incontri è emerso un dato chiave: il settore turistico è spesso percepito come “meno esposto” agli attacchi informatici rispetto ad altri comparti. In realtà, questa percezione è ingannevole. Le imprese del turismo gestiscono quotidianamente:

  • dati personali e documenti di identità degli ospiti
  • informazioni di pagamento
  • accessi a sistemi condivisi e piattaforme esterne
  • infrastrutture digitali utilizzate da personale stagionale

Tutti elementi che rendono il settore particolarmente interessante per i cyber criminali, soprattutto se consideriamo la stagionalità, il turnover del personale e la forte interconnessione tra gli attori della filiera.

Dall’errore umano alla consapevolezza organizzativa

Uno dei punti centrali emersi durante i due incontri riguarda il ruolo dell’errore umano. Non come colpa, ma come fattore di rischio da conoscere e governare.

Phishing, password deboli, accessi condivisi, strumenti digitali usati senza linee guida chiare: spesso gli attacchi partono da qui. Per questo il focus non è diventare esperti di informatica, ma costruire una cultura minima di igiene digitale, fatta di buone pratiche, formazione e procedure semplici.

Si è parlato anche di:

  • livelli di maturità nella gestione della sicurezza
  • importanza di mappare dispositivi, software e accessi
  • differenza tra reagire a un attacco e prevenire
  • valore della formazione, soprattutto per il personale stagionale

Un tema di impresa… e di destinazione

Un altro messaggio forte emerso dagli incontri è che la cybersecurity non riguarda solo la singola azienda.
Un attacco a un operatore può avere effetti a catena sulla reputazione dell’intera destinazione, soprattutto in un settore dove fiducia e immagine contano quanto il prezzo.

Per questo Smartland, attraverso la RIR, lavora per creare spazi di confronto e condivisione, dove imprenditori, manager e collaboratori possano parlare apertamente di dubbi, errori ed esperienze, senza giudizi, ma con l’obiettivo di crescere come sistema.

Materiali disponibili nell’Area riservata RIR

Le registrazioni complete dei due incontri e le slide di approfondimento sono disponibili esclusivamente nell’Area riservata, accessibile solo agli aderenti alla RIR.

Un patrimonio di contenuti utile per:

  • rivedere i passaggi chiave
  • approfondire con calma i temi trattati
  • coinvolgere collaboratori e referenti interni
  • iniziare (o rafforzare) un percorso di consapevolezza sulla sicurezza digitale

Se sei aderente alla RIR, scrivi a giulia@smartlandvenice.it per ricevere la password.

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